Il medico di campagna: s'untza e su cantare

05 Agosto 2021 by Articoli di partito 3646 Views
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“The Country Doctor” (Il Medico di Campagna) è il titolo di un famoso reportage che la rivista LIFE commissiono nel 1948 a William Eugene Smith,

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RossoMori e "Sardegna Domani"

02 Agosto 2021 by Comunicati stampa 49 Views
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Sabato 31 luglio 2021, si è tenuto a Sassari l’incontro tra le forze di opposizione di sinistra e centro-sinistra della Sardegna, per discutere e confrontarsi sulle questioni definite dalle proposte della Giunta Solinas per l’attuazione nell’isola delle sei missioni del PNRR, cui hanno partecipato la nostra segretaria, Lucia Chessa che ha presentato la nostra posizione, la presidente, Natacha Lampis e la vice-segretaria, Roberta Melis.

Ci rincresce rilevare il profilo prettamente maschile dei convenuti e la scarsa presenza femminile tra i rappresentanti dei partiti e delle associazioni che hanno dato il loro contributo.

Lucia Chessa esordisce chiarendo quale sia la posizione dei ROSSOMORI nell’ambito di un «perimetro così ampio», tra forze di opposizione: «l’opposizione a geometrie variabili che chi si divide a livello regionale e si incontra a livello nazionale, di chi si divide oggi e si incontra domani, per poi dividersi e rincontrarsi il giorno dopo ancora. (…) l’opposizione di chi ha anche ruoli di governo e di chi invece li ha consapevolmente e per coerenza abbandonati, come noi Rossomori usciti dalla Giunta Pigliaru». Criticando aspramente la Giunta Solinas, «assente, scarsa nella sua non visione, inutile rispetto alla grande svolta di cui avrebbe necessità la Sardegna», ma anche la precedente esperienza di governo nella Giunta Pigliaru, la segretaria precisa che la presente occasione non rappresenta un «embrione di alleanza elettorale».

ROSSOMORI partecipa rilevando le principali criticità sistematiche: quella legata all’«emergenza sanitaria che non è la pandemia, ma lo sgretolamento di un sistema sanitario incapace di erogare prestazioni minime», quella legata agli squilibri tra «rurale e urbano», causata dall’assenza di una visione organica nel governare il territorio. Quella data da una tutela del bene ambiente incapace di rendere quello stesso bene risorsa economica. La «rigenerazione della Sardegna» deve essere realizzata attuando lo Statuto Speciale della Sardegna, «in un’ottica di autonomia spinta, anzi di autodeterminazione».

ROSSOMORI concentra la sua proposta su quattro punti prioritari:

1. Una realizzazione della transizione energetica, che non implementi quella «“monocoltura” energetica» che renderebbe la nostra isola «la piattaforma energetica dell’Italia», ma che sia basata su una «produzione diffusa, sottratta agli affari dei grandi fondi di investimento», organizzata in «piccoli distretti energetici dove operino società pubbliche di produzione e distribuzione».

2. «Ristabilire l’esercizio del diritto alla salute», ricostruendo il sistema sanitario della Sardegna, riorganizzando «la medicina territoriale e i servizi di prevenzione», potenziando e supportando «l’assistenza domiciliare delle persone fragili» e abolendo «l’esternalizzazione di servizi». Proponiamo di affidare «un piccolo ospedale pubblico alla gestione di EMERGENCY», sperimentando se «sono proprio impossibili le buone pratiche».

3. «Ripensare il trasporto» all’interno dell’isola, investendo «non solo nell’ammodernamento ma anche nella estensione della rete ferroviaria», ma anche verso l’esterno, visto che oggi sulle navi «si viaggia ancora come il bestiame» e che «con le vicende di Alitalia, pare si stiano già esaurendo, per i prossimi mesi, voli da e per la penisola».

4. Creare «un centro di ricerca e di studi sul clima e sulla tecnologia dell’acqua, (…) con particolare riferimento alla nuova frontiera delle colture in asciutto che diventeranno estremamente importanti per l’approvvigionamento di cibo».

 

ROSSOMORI ha partecipato per dare la propria disponibilità e il proprio contributo «alla elaborazione di un nuovo corso di speranza per questa terra e per la gente che la abita»: «ci sono degli appuntamenti con la realtà delle cose ai quali noi non possiamo arrivare in ritardo»;

1. La gestione forestale (e la protezione civile, e la gestione incendi) sta in capo all'assessorato all'ambiente, non all'agricoltura.

2. Rossomori ha lasciato la giunta Pigliaru (4 dicembre 2016 ) proprio per il totale tradimento del patto di governo da parte del partito di maggioranza relativa (il PD), che in quella giunta esprimeva il Presidente (Pigliaru), il suo vice (Paci) e proprio l'assessora all'ambiente (Spanu).

Sperando di non alimentare una discussione che rischia di diventare sterile e pretestuosa ma per amor di vero, vorrei ricordare che Rossomori ha lasciato la Giunta Pigliaru nel dicembre del 2016, in quanto il partito di maggioranza relativa, il PD, tradiva (su tante, troppe questioni) il patto di governo con il quale si era impegnato: credete davvero che con premesse di tale tipo fosse facile governare anche nell’ambito delle proprie competenze (soprattutto su questioni su cui rientravano anche competenze di altri assessorati)? È proprio per coerenza che Rossomori è uscito dalla maggioranza. Non dimenticatelo.

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Fogu a su fogu

30 Luglio 2021 by Articoli di partito 330 Views
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Ancora una volta la Sardegna brucia, ancora una volta vediamo scene infernali, ancora una volta contiamo i danni. Per fortuna non ci sono vittime ma resta la devastazione di interi territori, case bruciate e interi paesi nell'angoscia del pericolo imminente e la concreta possibilità di perdere tutto. Danni incalcolabili. La macchina antincendio ancora una volta non ha funzionato ed è storia che si ripete ormai da troppo tempo.

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Mortu s'ortolanu, isperdiu s'ortu

26 Luglio 2021 by Articoli di partito 1062 Views
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Dopo il disastro del grande incendio che ha colpito negli scorsi giorni il Montiferru, si è letto di tutto in merito a cause e responsabilità. Dato che la nostra conoscenza procede per tentativi e correzioni, mettere in evidenza gli errori è essenziale, per evitare che catastrofi come questa si ripetano.

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