Furto di suolo, di paesaggio, di energia

12 Febbraio 2021 by Articoli di partito 177 Views
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Lettera aperta ai sindaci ,alle associazioni agricole, associazioni ambientaliste e a tutte le associazioni e movimenti di difesa della nostra isola.

Già alcuni mesi fa noi ROSSOMORI abbiamo denunciato il silenzioso tentativo di occupazione dei nostri territori agricoli da parte di società di varia natura legate ai grandi fondi di investimento che speculano sull’industria della produzione energetica rinnovabile conducendo pesanti politiche di "green grabbing".

Il green grabbing rappresenta quella sottrazione di suolo, di paesaggio e di energia che demolisce le peculiarità e le speranze di riscatto sociale ed economico dei nostri territori, nascondendo la più bieca speculazione dietro un falso ambientalismo. Abbiamo segnalato la rilevante presenza sul sito dello SVA (Servizio Valutazioni Ambientali) della Regione Autonoma della Sardegna di progetti relativi a impianti fotovoltaici di grandi dimensioni su suoli agricoli, malgrado la normativa ponesse pesanti vincoli alla loro realizzazione in quelle condizioni, richiedendo, in merito un intervento urgente del nostro governo regionale a difesa delle realtà produttive locali che hanno e avrebbero le potenzialità di riavviare l’economia dell’isola in chiave eco e socio-compatibile. Alla fine del 2020, in piena pandemia, la Giunta Regionale sarda ha approvato la Delibera 59/90 che, di fatto, consegna i suoli, il paesaggio, le energie solari ed eoliche, alla grande speculazione energetica: la delibera consente la realizzazione, in aree agricole, di impianti fotovoltaici con impatti paragonabili a quelli realizzati nelle aree industriali; offre nuovo impulso alla realizzazione di nuovi parchi eolici e prevede il potenziamento di quelli già esistenti, sostituendo gli aerogeneratori già installati, di altezza media pari a 80 metri, con nuove macchine di 200 m. Il sacrificio dei nostri paesaggi e delle nostre produzioni agricole a favore di parchi energetici proprietà di altri, consentirà a noi sardi di smettere di bruciare carbone inquinando l’aria che respiriamo?

No o, perlomeno non è chiaro nella visione energetica di Solinas & co. E non è chiaro come la concentrazione in poli di rilevante dimensione della produzione energetica suggerita dalla D.G.R. 59/90, si concili con quell’ipotesi di generazione distribuita ventilata, invece, dal P.E.A.R.S., il Piano Energetico Ambientale Regionale della Sardegna (come aggiornato dalla D.G.R. 59/89). E, ancora, non è chiaro come i consulenti milanesi, incaricati alla redazione dello stesso P.E.A.R.S., concilino l’ambizione di installare 2,5 GW di produzione energetica rinnovabile con la gestione dei carichi sulla rete e degli accumuli da parte di Terna: volendo raddoppiare la potenza energetica prodotta da fotovoltaico ed eolico, non viene minimamente affrontata la fondamentale questione dell’accumulo dell’energia. Una dimenticanza che nasconde forse l’intenzione di produrre energia per altri territori, come il nord Italia, ad esempio? In tal caso la Sardegna, che oggi produce e usa energia dalla combustione del carbone, sacrificherà territorio e paesaggio per le rinnovabili senza averne in cambio beneficio alcuno: noi continueremo a bruciare carbone e fino a quando? Fino a quando incominceremo a bruciare gas importato… Uno sberleffo per quella indipendenza energetica che tanto invochiamo e che potremmo, con le giuste politiche e i giusti investimenti, ottenere, grazie al sole e al vento che baciano e carezzano la nostra isola. E che, invece, seguiteranno ad ingrassare i fondi d'investimento e i vari Moratti e faccendieri delle rinnovabili… Come si conviene ad una colonia. Proprio una visione indipendentista di “bassa Lega”, Presidente Solinas… ROSSOMORI si oppone a questo ennesimo furto con destrezza perpetrato ai danni dei Sardi. ROSSOMORI chiede alle Amministrazioni Comunali di opporsi con tutti i mezzi a disposizione e sarà, in ogni caso, al fianco di tutte le associazioni e dei comitati locali che vorranno contrastare gli effetti nefasti della delibera concepita dalla giunta Solinas come ennesimo tradimento al popolo sardo. La memoria non s'inganna la Sardegna non si vende.